Trieste 10 Giugno 1944 – da Museo Henriquez della Guerra per la Pace

Il 10 giugno 1944  cento fortezze volanti di fabbricazione statunitense, scortate da una squadriglia di caccia, arrivarono dal mare e scaricarono i loro ordigni da 4.000 metri di altezza distruggendo oltre cento edifici e danneggiandone altri trecento. Circa quattromila furono i sinistrati, più di quattrocentocinquanta le vittime contestuali e oltre mille i feriti.

Furono colpiti punti nevralgici – snodi ferroviari, impianti del porto e industriali – la testata del molo Audace, la Fabbrica Macchine di Sant’Andrea, il Cantiere San Marco, l’Ilva, la Raffineria Aquila e i serbatoi della Esso-Standard, il Pastificio Triestino, l’Oleificio Gaslini, la fabbrica di cordami Bignami e altre piccole industrie, lo Scalo Legnami e non vennero risparmiate abitazioni di civili nei rioni di San Giacomo e di Montebello, in via Timeus, via San Francesco, via Rossetti, nella zona tra piazza Foraggi e largo Mioni, a Chiarbola e a Campi Elisi. Venne pure affondata la nave della Croce Rossa “Innsbruck” attraccata alla Stazione Marittima.

 

Ricordo di Milvia Minen

 

“ Mamma guarda quanti uccelli laggiù sul mare….”

Forse quelli uccelli erano troppo luccicanti, troppo veloci e troppo, troppo rumorosi!

Nello spazio di un secondo la mamma mi prese al volo e ci ritrovammo abbracciate in un riparo di fortuna. E subito eravamo senza casa, sedute su un mucchio di macerie. La mamma, forse anestetizzata dal disastro, non gridò, non pianse; calma e tranquilla tirò fuori la scatola del “ tesoro “. Non so come la mamma avesse trovato gli ingredienti per confezionare quei meravigliosi biscotti. La scatola veniva aperta solo nelle grandissime occasioni e il contenuto severamente razionato.

Quel giorno noi bambini la vuotammo tutta senza che nessuno ci rimproverasse o ci dicesse basta. Un amichetto finalmente con il pancino pieno sussurrò “ non tutto il male viene per nuocere!!”

Quando basta qualche biscotto a far felice un bambino…

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